Tempo libero e lavoro: due facce della stessa vita

Il tempo… quale lamentela più grande del non avere mai tempo a disposizione? E quale preoccupazione maggiore del non avere abbastanza tempo libero per fare tutto quello che vorremmo come più ci piace?

Dato che più tempo libero rende più felici e produttivi, alcune aziende hanno allineato la propria cultura a questo. Per esempio la Jobroller di Straubing, in Baviera, ha deciso di proporre ai suoi dipendenti un nuovo tipo di organizzazione: 30 ore di lavoro invece di 40, ma niente cellulare, social network o distrazioni inutili.

Tempo libero o aumento di stipendio? I lavoratori scelgono il primo.

L’esperimento è stato lanciato da un anno circa, non prevede neanche la pausa pranzo, ma sei ore di lavoro di fila (10 ore in meno ogni settimana!), percependo lo stipendio di otto.
I collaboratori possono scegliere tra due turni: 8 – 14 oppure 11 – 17. Il messaggio che passa è che, in cambio di una concentrazione maggiore a lavoro, anche il tempo da dedicare a se stessi è maggiore.
Pensiamo che, in Italia, oltre 39 milioni di utenti utilizzano internet, e 31 milioni sono attivi sui social media. Di questi, 28 milioni accedono ai propri social preferiti tramite mobile ovunque si trovino, anche a lavoro.  Eliminare la “tentazione”, se così vogliamo chiamarla, di usare i social network sul posto d lavoro, aiuta le persone a concentrarsi e ad essere più produttive, così da poter uscire da lavoro due ore prima ogni giorno, e curare maggiormente l’equilibrio tra vita e lavoro.
Questo perché, alla fine dei conti, ciò che conta è il risultato, raggiunto nella maniera più efficace e serena possibile. Un’organizzazione di questo tipo è economicamente sostenibile e vantaggiosa: i collaboratori hanno più tempo per la loro vita privata, sono più motivati e il fatturato è comunque garantito. Anzi, perdere ore e ore in più fino a lavorarne 10-12 al giorno, non fa altro che consumare le persone, logorarle dal punto di vista fisico e psicologico, portandole a compiere errori più o meno gravi. E a un certo punto si rischia un burnout dal quale è davvero complicato uscire.
Adottando questa cultura aziendale, la Jobroller ha constatato che le assenze per malattia e gli errori dovuti a distrazione o stanchezza sono diminuiti, lasciando spazio a risultati di maggiore qualità.

Digitalizzazione: ladra di tempo libero?

È evidente che la digitalizzazione stia portando molti vantaggi, ma allo stesso tempo sta favorendo la disconnessione delle persone da quella che è la vita reale, con tutto ciò che ne consegue. Essere raggiungibili 24 ore su 24, per esempio, è grande fonte di distrazione, che sia sul posto di lavoro o durante una cena in famiglia. L’homeworking è certamente segno di una grande fiducia verso i collaboratori, ma non deve essere sfruttato per sbrigare servizi personali. I social network devono essere usati in modo intelligente, separando accuratamente i profili privati da quelli professionali, e soprattutto come cornice delle nostre vite, e non colonna portante.

“Tutto il mondo è un palcoscenico, e tutti gli uomini e le donne solamente degli attori” – (Shakespeare)

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