Competenze nell’era digitale: riconoscerle e svilupparle

Le organizzazioni sono continuamente sottoposte al cambiamento, in particolar modo in questi ultimi anni, nei quali la digitalizzazione sta prendendo sempre più piede.
La necessità di avere nuove competenze, adeguate ai tempi che si evolvono, comporta che molte aziende fatichino a scovare i talenti: in particolare, secondo la ricerca Talent Shortage Survey effettuata da Manpower Group, accade al 37% delle aziende in Italia.

Necessitiamo di un nuovo modo di pensare, se vogliamo che le nostre organizzazioni si evolvano

In che modo stabilire una strategia per adeguarci ai tempi che corrono, o ancora meglio per anticiparli?

  1. Individuare le competenze chiave richieste dal mercato di riferimento;
  2. Creare percorsi di carriera chiari e focalizzati, con programmi di riqualificazione in tempi brevi;
  3. Supportare costantemente il processo di learnability delle persone;
  4. Incoraggiare e preparare i leader ad affrontare i cambiamenti dell’era digitale.

Attualmente l’Italia ha il tasso di disoccupazione più alto e di occupazione più basso rispetto alla media europea, con un aumento dell’età media dei lavoratori da 38 a 44 negli ultimi anni.
Dati per nulla positivi, se pensiamo ad uno sviluppo che sia in linea con i ritmi elevati dei cambiamenti in atto.
La risposta sarebbe puntare sulle giuste competenze, su una preparazione sì tecnica, ma che formi la persona anche per acquisire maggiori flessibilità e adattabilità.
Una formazione di questo tipo, offrirebbe un accesso privilegiato al mondo del lavoro.

Su quali particolari competenze puntare?

La formazione aziendale dovrebbe essere incentrata sull’acquisizione di abilità tecnologiche insieme a competenze quali creatività, empatia, capacità di relazione interpersonale, complementari al lavoro delle macchine e dei robot.
Una delle soft skills più richieste, è proprio la learnability, ovvero la capacità di apprendimento continuo. Secondo il report di Manpower “Human strenghths in the skill revolution”, la forza delle persone in azienda è rappresentata dall’unione di soft, technical e digital skills, che riducono, fino ad annullarlo, il rischio che l’IA possa sostituire del tutto l’essere umano. L’apprendimento continuo e lo sviluppo delle competenze hard e soft utili al mercato di riferimento, rappresentano l’unica via di accesso a un mondo in costante evoluzione, al quale rischiamo altrimenti di non stare dietro.

Lavorare sulle competenze

In che modo intervenire sul riconoscimento e sullo sviluppo delle competenze hard e soft? Attraverso sistemi di valutazione delle stesse, ricorrendo all’uso di specifici strumenti che possano restituire analisi predittive sulle performance individuali.
Un metodo già usato in molte aziende, ad esempio, è l’analisi di Feedback 360°.
Pensiamo all’utilità di avere, in un unico output, un quadro completo della persona e delle sue competenze in azienda: un processo che coinvolga nella valutazione, oltre alla persona stessa, anche i suoi responsabili, i suoi riporti, i suoi pari livello e altre figure con cui ha a che fare, fornirebbe una mappatura a 360°, anonima e dettagliata, dei lavoratori, per poi creare piani di crescita individuale e di team da tenere in considerazione nel corso dei mesi.

Crescere significa anche mettersi in gioco, perché senza forza di volontà e costanza, non può esserci alcuno sviluppo. Ed ecco che diventa fondamentale sensibilizzare le persone in azienda all’apprendimento costante, condividendo con loro la via per essere vincenti anche in un mondo in continuo cambiamento.

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