Soft skills: come riconoscerle in sede di selezione?

Uno degli elementi che distingue un collaboratore da un altro è la capacità di svolgere top performance, e una condizione di questo tipo si verifica quando sussistono giuste capacità personali ma anche adeguata motivazione.
Nel mondo del business, assumere la giusta persona diventa fondamentale, se si punta al progressivo miglioramento e al successo.
Ma cosa risiede dietro l’identificazione di un potenziale top performer per la posizione lavorativa desiderata?

Molti sanno che, durante un processo di selezione, la prima cosa che si tende a misurare sono le hard skills del candidato, ovvero le capacità legate alle procedure tecniche o di amministrazione, i protocolli, gli standard di sicurezza, le procedure finanziarie, e così via. Sono abilità in genere facili da osservare, quantificare e misurare, e per di più sono abbastanza semplici da apprendere.
Ma fermarsi a questo non sarebbe un po’ troppo superficiale?
Certo, si può avere fortuna e assumere la persona adeguata per il ruolo vacante, ma vi immaginate quanto sarebbe comodo avere una certezza in più?
Nulla di misterioso: entrano in gioco le soft skills. Queste sono le cosiddette “competenze trasversali”, ovvero quelle capacità che raggruppano le qualità personali, l’atteggiamento in ambito lavorativo e le conoscenze nel campo delle relazioni interpersonali. Ed è il riconoscimento di queste che porta all’identificazione e all’assunzione dei top performer.
Di seguito, eccone alcuni esempi, tanto per chiarire il concetto:

  • Autogestione
  • Affidabilità
  • Capacità di guidare gli altri
  • Avere giusta considerazione dei collaboratori
  • Capacità di pianificare e organizzare
  • Attenzione al dettaglio
  • Problem solving
  • Lavoro di squadra

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Ma andiamo più a fondo: la necessità di base è quella di riconoscere, oltre alle soft skills, i profili comportamentali e valoriali delle persone, le loro motivazioni, il loro livello di intelligenza emotiva.
Potreste mai dire che conoscere questi tratti personali può non essere importante prima di assumere qualcuno?
E non parliamo di personalità, perché l’essere umano risulta troppo complesso per identificarla una volta in assoluto. Sono i comportamenti, le motivazioni e le sopra descritte soft skills che si possono misurare per comprendere meglio le potenzialità di qualcuno per il ruolo professionale che si sta cercando di ricoprire.
Tutta questa parte, strettamente legata alla scienza comportamentale, sarebbe utilissima da affiancare alla parte processuale e, per così dire, più tradizionale della selezione, che non sparirà affatto, ma verrà supportata in maniera concreta.

TTI SUCCESS INSIGHTS®, con i suoi vari strumenti, offre la possibilità di analizzare e valutare quanto sopra descritto con un’accuratezza del 90%, risultato di numerosi studi scientifici.
Pensate a quanto sarebbe soddisfacente offrire un percorso di selezione che lasci entusiasti sia selezionatori che candidati, pensate ai vantaggi che ne trarrebbe l’azienda, alla percezione di essa sia internamente che esternamente.
Una valida selezione del personale richiede attenzione e dedizione, e questi sono indici di professionalità.
Chi non vorrebbe lavorare in un’azienda che manifesti sin dall’inizio questi presupposti?

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