Essere o sentirsi responsabili in azienda?

di Luca Pollastrini | Reinventa

Il tema è sempre di grande attualità. E lo è a maggior ragione in momenti come quelli che stiamo vivendo, difficili e carichi di incertezza sulla capacità delle aziende di raggiungere le migliori performance. “Essere responsabili” ha normalmente a che fare con il ruolo che ricopriamo in azienda: siamo responsabili della logistica, delle risorse umane, di un progetto speciale e così via. Eppure essere nominati responsabili non significa automaticamente “sentirsi” responsabili. Ci si sente responsabili nel momento in cui ci si rende conto di essere parte integrante di un meccanismo che anche grazie al nostro impegno, al nostro lavoro e, perché no, alla nostra passione produce risultati tangibili: utili, crescita, benessere, soddisfazioni per tutte le persone che agiscono nell’organizzazione.

 

Eppure non è semplice riconoscere chi “lavora con senso di responsabilità”, occorre osservare con attenzione gli atteggiamenti di fondo, soffermarsi ad analizzare le “sfumature” dei comportamenti organizzativi. Ecco qualche “comportamento spia”:

  • non si nasconde dietro le condizioni, ovvero tutte quelle circostanze date, immutabili, che creano delle difficoltà e dietro le quali si celano dei facili alibi;
  • di fronte ad una difficoltà, ad una situazione critica, si sforza di ricercare la vera natura del problema e immediatamente propone almeno tre soluzioni alternative, portando avanti le proprie idee con coraggio e determinazione;
  • dimostra passione per il mestiere, per le persone con cui lavora e per l’organizzazione stessa, difendendola e vivendone con partecipazione le crisi e i successi;
  • se è un capo, si guadagna sul campo la stima e la fiducia dei propri collaboratori, sostenendoli, incoraggiandoli e spronandoli a dare il meglio in ogni circostanza.

 

Responsabilità_azienda

 

Compito dei top manager e degli imprenditori illuminati sarà allora quello di individuare queste persone, sostenerle, portarle ad esempio per tutti gli altri e valorizzarne i comportamenti “virtuosi”. Ma non basta! È anche necessario creare e promuovere una “cultura” aziendale orientata alla responsabilizzazione, nell’ambito della quale le persone mettano da parte espressioni killer come “non c’è tempo per responsabilizzare i collaboratori, basta assegnare compiti precisi ed eseguiranno”, oppure “posso farlo meglio io da solo, perdo più tempo a spiegarlo che a farlo” e così via.

 

Promuovere e incoraggiare lo sviluppo del senso di responsabilità in azienda non è più soltanto un sogno, ma è diventato e diventerà sempre più in futuro un fattore critico di successo per le aziende del terzo millennio, che avranno compreso appieno l’importanza del “fattore umano” per garantire successo e competitività.

“Ognuno di noi ha un paio di ali, ma solo chi sogna impara a volare.”

Jim Morrison

 

Anche tu vuoi intraprendere il percorso di responsabilizzazione e garantirti il successo? Scrivi una mail a lucap67@gmail.com.

 

 Luca Pollastrini, 48 anni, Laurea in Economia e Commercio con specializzazione in Marketing e Comunicazione, dopo più di 15 anni all’interno di una multinazionale del settore GDO ha iniziato la carriera di consulente di Sviluppo Organizzativo, arrivando a fondare la Reinventa di cui oggi è Managing Partner. Accreditato per il sistema TTI SUCCESS INSIGHTS® è esperto nella team efficacy oltre che nell’efficacia manageriale e nella comunicazione interpersonale.

Articoli consigliati

Presente sul mercato da più di 35 anni, TTI SUCCESS INSIGHTS® sviluppa e distribuisce strumenti di eccellenza, di comprovata validità e attendibilità scientifica, in grado di supportare liberi professionisti così come realtà aziendali più complesse nello sviluppo del potenziale della singola persona e dei team.