Motivare i collaboratori: oltre lo stipendio c’è di più

Guardiamoci intorno: in molti casi, i manager sono convinti di motivare i collaboratori e di conquistare la loro fiducia semplicemente pagandoli di più.
E potrebbe funzionare, se il guadagno rappresenta la spinta motivazionale più forte per una determinata persona.
Ma in caso contrario?
Ebbene sì, la grande notizia è che uno stipendio da capogiro può non bastare per motivare i collaboratori.
I dipendenti non si dimettono da un’azienda per il lavoro in sé, bensì a causa del loro capo.
Ahia.

Brigette Hyacinth, autrice di “The future of leadership”, scrive che quando i collaboratori si sentono sottovalutati e poco apprezzati, lasciano tutto e si dimettono per andare in un’azienda che sperano possa riconoscere il loro valore e il loro contributo. È una conseguenza naturale.
Ciò che sfugge a molti di noi, è che le persone sono leali prima di tutto al loro capo, poi all’azienda. Se non vedono nel loro superiore una guida, un’ispirazione, ambizione e voglia di crescere, se non condividono con lui valori e obiettivi, allora perché mai dovrebbero voler lavorare per lui?
C’è molto altro oltre lo stipendio, purtroppo e per fortuna, e la lealtà va conquistata, non può essere comprata (o meglio, non a lungo termine, se vogliamo dirla tutta).
A quale capo potrebbe piacere essere circondato da collaboratori che lavorano solo per portare a casa lo stipendio? A pochi, immagino.
Il punto è che è inutile incrementare il salario, o lavorare sulle performance di team, o ancora organizzare riunioni su riunioni, se poi i collaboratori vengono trattati in modo inappropriato.

Ecco qualche piccolo spunto su cui riflettere:

  1. I collaboratori non sono macchine, hanno bisogno che il loro capo li capisca e li rispetti, anche quando si tratta di tempo, equilibrio vita-lavoro, esigenze personali, e così via.
  2. Se si svolge un lavoro che si ama, metà dell’opera è fatta. Assicuriamoci che le persone facciano un lavoro che le ispiri, e poniamo attenzione alla loro crescita professionale.
  3. Tutti noi desideriamo che i nostri sforzi e il nostro impegno vengano apprezzati. Non attendiamo troppo a fornire feedback positivi. Se un collaboratore raggiunge un risultato, riconosceteglielo subito, anche pubblicamente. A nessuno importa molto essere ringraziati la settimana dopo per qualcosa che si è fatto la settimana prima.
  4. Deleghiamo con fiducia, lasciando ai collaboratori l’autonomia e lo spazio di cui hanno bisogno per svolgere adeguatamente il loro lavoro.
  5. Promuoviamo la formazione delle persone, per dimostrare che ci prendiamo cura della loro crescita professionale e personale.
  6. Non trascuriamo l’empatia verso gli altri, è una delle soft skills che maggiormente serve per motivare i collaboratori, e permette loro di svolgere una performance efficace.
  7. Comunichiamo costantemente in modo chiaro ed efficace, nel bene e nel male, ponendo attenzione alla migliore modalità per l’altro (per approfondimenti, clicca qui). Confrontarsi con i collaboratori significa attribuire loro un grande valore.

Le aziende di maggior successo sono proprio quelle che puntano sulle persone e sulle relazioni: anche il business plan teoricamente più impeccabile ha bisogno di persone per essere messo in pratica correttamente.
Solo i collaboratori realmente felici sono in grado di contribuire attivamente alla crescita dell’azienda.

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