Millennials: ecco cosa vogliono dal lavoro

Conosciuti anche come Generazione Y, i Millennials sono i nati tra i primi anni ’80 e la fine degli anni ’90. Visto il numero crescente degli appartenenti a questa generazione che assumono posizioni di leadership in tutto il mondo, le organizzazioni si stanno preoccupando di come assicurare il loro successo.

 

Sono molte le ricerche esistenti inclini a comprendere cosa vogliono, ma la maggior parte tende a concentrarsi soprattutto sugli occidentali. Conclusioni basate su un campione così limitato, però, potrebbero portare a decisioni sbagliate (e mancate opportunità) per attrarre, mantenere e sviluppare leader di quella fascia di età in un ambiente d’affari globale.

Una ricerca esposta dalla Harvard Business Review, infatti, ha dimostrato che quasi tutti i punti di vista variano considerevolmente a seconda della cultura. Inoltre, ha dimostrato che solo alcune assunzioni su desiderio di diventare leader, importanza dell’equilibrio vita-lavoro e aspettative sulla pensione dei giovani risultano vere, altre no.

 

I Millennials sono interessati a diventare leader – per diverse ragioni. In media il 40% dei rispondenti ha affermato che diventare manager/leader è “molto importante”. Le ragioni cambiano in base alla cultura: la possibilità di influenzare l’organizzazione, ad esempio, è stata scelta da quasi la metà dei Millennials in Europa centrale e orientale e in Nord America, ma da solo un quarto di quelli dei paesi APAC e del Medio Oriente (elemento da tenere in considerazione quando si costruiscono i propri programmi di incentivazione e sviluppo della leadership). Il tema globalmente dominante è risultato comunque quello degli alti guadagni futuri.

 

L’equilibrio vita-lavoro non significa la stessa cosa per tutti. I Millennials si danno da fare per l’equilibrio vita-lavoro; in realtà questo concetto tende a significare equilibrio io -lavoro, non lavoro-famiglia: i giovani leader vogliono tempo per se stessi e spazio per esprimere il proprio io, anche se “passare del tempo con la propria famiglia” si classifica tra le più alte priorità in tutte le regioni. Complessivamente, la definizione dominante è stata “abbastanza tempo libero per la mia vita privata” (57%), seguita da “ore di lavoro flessibili” (45%) e “riconoscimento e rispetto per i dipendenti” (45%). Da evidenziare che quasi la metà dei rispondenti in ogni regione ha detto che avrebbe lasciato un lavoro prestigioso e ben pagato per guadagnare un migliore equilibrio vita-lavoro.

 

La “paura di non poter andare in pensione” non è così diffusa come si pensa. I dati dimostrano che questa paura, di cui si parla molto nel mondo occidentale, generalmente non è così importante. In realtà le tre paure più diffuse che nutrono i Millennials riguardo al lavoro sono rimanere bloccati senza opportunità di sviluppo, non essere capaci di realizzare i propri obiettivi di carriera e non trovare un lavoro adatto alla propria personalità.

 

Alla luce di questi dati si può dire che per attrarre, mantenere e sviluppare giovani leader, le aziende e i manager dovrebbero prendere in considerazione le differenze culturali; ma è anche necessario ricordare che le persone variano enormemente all’interno delle culture. Se c’è una cosa che sappiamo in generale dei Millennials è che voglio essere visti come individui. Conoscere una risorsa dal punto di vista comportamentale e valoriale diventa quindi fondamentale non solo per riconoscerne potenziale e talento, ma anche per rispondere alle esigenze che gli permetteranno di dare il massimo.

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