Millennials sì, ma con intelligenza (emotiva)!

Lavorando a diretto contatto con le aziende, spesso ci troviamo davanti ad un fattore abbastanza comune: il gap generazionale con i Millennials.

Orde di giovani che si nutrono di pane e digital sono pronti a fare del proprio meglio, a mettersi in discussione e, perché no, a rompere le uova nel paniere. Quel paniere così consolidato e comodo che “perché mai dovremmo cambiare se è andata bene finora”?
A quel punto urge trovare una soluzione: in che modo adattare la cultura aziendale riuscendo a cogliere (e mettere a frutto) il meglio di tutte le generazioni?

Siate emotivamente coinvolgenti

Accogliere questa sfida è un atto di coraggio, ma anche un bisogno impellente in vista dei cambiamenti a medio-lungo termine: tra circa 10 anni, infatti, i Millennials costituiranno più del 70% della forza lavoro. Questa generazione è curiosa, veloce, flessibile, alla continua ricerca di stimoli e di confronto. Ciò significa che l’azienda deve poter offrire una cultura emotivamente intelligente, basata su ascolto, comunicazione e condivisione.
Esistono alcune macro aree da tenere in considerazione:

  • Ascolto

Prestare reale attenzione alle opinioni dei Millennials, dando loro feedback sinceri, facilita e velocizza la loro crescita. Possono capire quanto sono in linea con le attese e in cosa possono migliorarsi.

  • Collaborazione

Il compitino a comando non dovrebbe esistere più da un pezzo. Integrare le skills dei più giovani con quelle dei Manager consolidati secondo un modello di collaborazione, sviluppa una mentorship utile sia ai Millennials che ai leader.

  • Crescita

Abbiamo detto che i Millennials sono attratti dagli stimoli continui, così come dalle opportunità continue di formazione e apprendimento. Un consiglio: non scegliete voi per loro, lasciate che siano loro a scegliere cosa possa accrescere le loro competenze.

La capacità di un manager di far fronte a questi aspetti è direttamente proporzionale a quanto lui/lei sia emotivamente intelligente.
Esatto, non è un elevato IQ a fare di una persona un leader, bensì il suo QE (Quoziente Emotivo). I leader di successo possiedono alcune specifiche caratteristiche come l’autoconsapevolezza, l’empatia o le abilità relazionali, tutte parte dell’intelligenza emotiva.

Avere una cultura aziendale basata sulla consapevolezza che l’intelligenza emotiva è il fattore discriminante tra buono ed eccellente, significa riuscire a formare una nuova generazione di eccellenti manager del domani.

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