La Leadership autentica attraverso il gioco della “finzione” – n°2

di Roberta Pinzauti   |   Te.D.-Teatro d’Impresa®

Un leader può ‘allenarsi’ all’autenticità attraverso la finzione? E cosa si intende per finzione?

 

Uno dei massimi esperti di metodologia teatrale, Konstatin Stanislavskij confidava a proposito ai suoi attori: “Il mio scopo non è insegnarvi a recitare, il mio scopo è aiutarvi a creare un uomo vivo da voi stessi”. Quindi in sintesi creare un altro uomo che è sempre e rimane una parte di se stessi.

 

Gli attori, da sempre, cercano di non essere i “soliti se stessi”, per immergersi a tal punto nella propria interiorità, da riuscire a ‘fingere’ di essere personaggi che, appunto, non esistono. La “maschera del personaggio” consente loro di lasciarsi andare e dare maggiore spazio in scena ad aspetti di sé che probabilmente, difficilmente mostrerebbero sul “palcoscenico della vita quotidiana”.

 

Si sceglie, attraverso questo tipo di ‘finzione’, di uscire volontariamente dall’oggettività, dalla pragmaticità del mondo concreto, per provare a trovare in sé quello che veramente si è e si è capaci di provare, qualcosa di autentico in quanto soggettivo.

Quindi il rapporto tra autenticità e finzione è il paradosso su cui si regge il teatro.  Attraverso la finzione teatrale si tende a raggiungere un grado di autenticità che è impossibile raggiungere nella realtà di tutti i giorni, condizionata dalle convenzioni della vita sociale.

 

E cosa c’è di più utile oggi, che saper cogliere, una verità propria e autentica? A quale maggiore libertà possiamo aspirare se non a quella di trovare davvero noi stessi nella finzione, per poterci orientare meglio come persone, una volta usciti dalla stessa?

 

Leader Autentico

 

Credo che ‘orientarsi’ sia un termine interessante per i leader dei nostri tempi: cioè orientarsi tra le tante richieste e competenze non solo di tipo tecnico ma molto spesso anche di tipo comportamentale umano. Perché, oggi, ad un leader si chiede di agire con determinazione, ma anche con empatia, di essere creativo e visionario ma nello stesso tempo razionale e analitico; di gestire risorse e team in maniera assertiva, focalizzando obiettivi, rispettando scadenze ma nello stesso tempo con una grande capacità di ascolto e di empatia nel rispetto delle differenze umane e comportamentali del team.

Quindi si chiede a un leader di essere se stesso ma in tanti modi diversi, cioè di utilizzare capacità ed energie diverse rimanendo sempre se stesso, però un se stesso molteplice, possiamo definirlo un “se stesso allargato”.

 

La grande Anna Magnani diceva: “Non so se sono un’attrice, una grande attrice o una grande artista. Non so se sono capace di recitare. Ho dentro di me tante figure, tante donne, duemila donne. Ho solo bisogno di incontrarle. Devono essere vere, ecco tutto”.

 

Penso che un leader autentico sia qualcuno in grado di incontrare e dare spazio a tutte queste figure, persone ed energie che ci sono dentro di sé e di saperle utilizzare quando e come gli sarà più utile.

Per fortuna il nostro Sé non è monolitico, ma estremamente pluralista e versatile: un insieme di tanti Sé in dialogo, in confronto, a volte in contraddizione, comunque mai immobile ma vivo e presente. Se noi diamo spazio a tutte queste voci, impariamo a conoscerci e nello stesso tempo impariamo a conoscere gli altri con le loro diversità.

 

Roberta Pinzauti, con e per Te.D.-Teatro d’Impresa® da ben 15 anni, utilizza le tecniche teatrali per allenare i partecipanti a trovare la propria autenticità e riuscire a comunicare con una modalità più efficace e più costruttiva. Inoltre, Te.D. per completare la formazione esperienziale si avvale anche dello strumento diagnostico TTI SUCCESS INSIGHTS® che viene utilizzato soprattutto durante le sedute di coaching.

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