Diversificazione del lavoro: i benefici della gestione delle diversità in azienda

Le trasformazioni sociali in corso, da quelle demografiche a quelle lavorative, stanno portando una notevole diversificazione di clienti e mercati, e di conseguenza la necessità di adottare nuove modalità di lavoro all’interno delle aziende.
Ogni organizzazione deve entrare nell’ottica che una corretta valorizzazione delle diversità culturali espresse dalle risorse umane, porta benefici e contributi unici.

Parola chiave “inclusione”

Il  Diversity Management è un cambiamento culturale e organizzativo, che mira a creare un ambiente aziendale “inclusivo“, in cui le differenze tra le persone siano oggetto di reale interesse.
È possibile raggruppare le dimensioni della diversità in due categorie:

  1. Primarie (età, etnia, genere, ecc.), innate nell’individuo;
  2. Secondarie (percorsi scolastici, professionali, esperienze, reddito, ecc.), modificabili perché acquisibili nel corso del tempo

Guardando al contesto aziendale, le diversità agiscono su tre livelli:

  1. Identità personale: si modifica nel tempo e consente a un individuo di percepirsi ed essere percepito come unico. I rischi legati a questo livello possono essere errori di valutazione, pregiudizi, paura verso ciò che si avverte come diverso;
  2. Identità culturale di gruppo: basata sulla condivisione di valori, simboli e linguaggi, può rischiare di condurre all’omologazione;
  3. Appartenenza organizzativa: condivisione della cultura, delle strategie e delle pratiche aziendali, ha come rovescio della medaglia la creazione di barriere verso ciò che viene percepito come diverso.

Davanti alle diversità personali, l’azienda può decidere di reagire in quattro modi:

  1. Gestire la diversità incide in termini organizzativi, di costi e di problematiche. Per questo si decide volontariamente di non occuparsene;
  2. Realizzare interventi di gestione della diversità per le risorse umane, troppo costoso o problematico, quindi si cerca di limitarne la presenza o di confinarla in determinate posizioni (casi imposti per legge, forze di causa maggiore);
  3. Le diversità fra le persone sono un fattore rilevante in azienda, ed occuparsi della loro gestione rappresenta una potenziale fonte di opportunità. Per questo l’azienda decide di introdurre o modificare interventi di gestione delle risorse umane, tenendo di tali diversità nel medio-lungo periodo;
  4. Nonostante non si creda che le diversità nelle persone incidano ai fini organizzativi, si reputa la gestione della diversità come un’opportunità. Di conseguenza, l’impresa avvia un’analisi demografica e strategica (interna ed esterna) per definire le diversità presenti e la rilevanza da attribuire ad esse.

Quanto costa il Diversity Management?

Quando si decide di intervenire per promuovere le diversità all’interno dell’impresa, i costi possono essere di tipo organizzativo, tempistico (ore uomo sottratte ai normali compiti aziendali), culturale (può richiedere più tempo o fallire), legali.
Ma, allo stesso tempo, i benefici ottenibili sono numerosi:

  • miglioramento dell’immagine che l’azienda trasmette internamente ed esternamente;
  • riduzione dell’assenteismo e del turnover;
  • miglioramento del clima aziendale;
  • aumento della motivazione delle persone;
  • possibilità di affrontare meglio il mercato di riferimento;
  • maggiore innovazione e creatività;
  • capacità di attrarre e mantenere i talenti.

È certamente faticoso assimilare una cultura di questo tipo traducendola in cambiamenti concreti, ma la più grande soddisfazione è proprio accettare la sfida e riuscire a gettare solide basi per un futuro rivolto al cambiamento e all’innovazione.

 

Articoli consigliati

TTI SUCCESS INSIGHTS® è un insieme di strumenti capaci di analizzare comportamenti e valori dell’individuo. Si basa su teorie psicologiche consolidate ed è in grado di riconoscere e incrementare il potenziale della persona in qualsiasi tipo di business.