Gruppi di lavoro: quando la competizione dà una marcia in più

Una sana competizione non ha mai fatto male a nessuno, tanto meno a un team di lavoro.
Questa deve, però, essere vissuta in modo costruttivo, così da spingere le persone a fare sempre del proprio meglio.
Pensiamo al nostro posto di lavoro: in che modo è possibile favorire la sana competizione all’interno dei team? Quali sono i fattori imprescindibili? Quali atteggiamenti sarebbe meglio evitare?

  1. Quando un lavoro è ben fatto, è giusto che sia adeguatamente riconosciuto e apprezzato;
  2. Se meritati, i riconoscimenti devono essere attribuiti a tutti, indistintamente;
  3. Non bisogna puntare sempre sulle stesse persone ignorando le altre, perché ognuno possiede talenti che, se stimolati, possono venire alla luce;
  4. Con una maggiore flessibilità, e lasciando anche un minimo margine di errore sull’operato, si eviterà che le persone vadano sotto stress e diventino improduttive;
  5. Sono necessarie critiche costruttive, trasparenza e onestà tra i membri del team;
  6. Alle persone deve essere concessa la possibilità di migliorare le proprie competenze;
  7. Le persone non devono temere di condividere informazioni utili e aiutarsi reciprocamente;
  8. L’ambiente deve essere sereno, privo di risentimenti o invidia;
  9. È essenziale lavorare non per vincere sugli altri, ma per raggiungere insieme gli obiettivi aziendali, incoraggiandosi e spronandosi a vicenda.

Ogni persona ha un approccio differente anche alle situazioni competitive, ma ci sono alcuni fattori universali da tenere sempre in conto.
Prima di tutto è necessario essere maturi, sapere che la correttezza è un caposaldo nel lavoro di team, e che il rispetto reciproco è la chiave per costruire relazioni che siano positive per le stesse persone e per l’azienda intera. Un’eccessiva sicurezza, o al contrario una scarsa autoconsapevolezza, possono essere ugualmente deleterie: l’insicurezza nelle proprie potenzialità rischia di portare la persona ad essere sopraffatta da colleghi ed eventi; allo stesso tempo, chi si sente già “arrivato” rischierà di andare incontro a grosse delusioni, perché esisterà sempre un margine di miglioramento. La cosa importante è che, in entrambi i casi, il lavoro di team può essere utilissimo per aiutarci a rimanere con i piedi per terra o, viceversa, a rischiare un po’ di più, spiccando il volo.

Come unire competizione e teamwork? Attraverso alcune accortezze:

  1. Condividere obiettivi e priorità, chiarendo fin da subito ruoli, attività e tempistiche. Se le persone sanno in quale direzione andare, saranno più motivate nel raggiungimento degli obiettivi, supportandosi a vicenda;
  2. Stimolare i confronti e la creatività, perché lo scambio dei punti di vista aiuta a incrementare la cooperazione;
  3. Celebrare sempre i traguardi dei singoli e del gruppo;
  4. Riconoscere pubblicamente i meriti;
  5. Proporre attività di teambuilding, che saldino le relazioni tra i membri e incentivino l’appartenenza al gruppo e all’azienda. Un’attività molto interessante potrebbe essere il teambuilding con il metodo 3DW, un training creativo che, attraverso l’uso dei mattoncini colorati, permette di esplicitare concetti e idee attraverso la creazione di modelli tridimensionali.

Puntare insieme verso uno stesso obiettivo, comporterà sempre risultati di qualità, spesso al di sopra delle aspettative.

 

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