Colloquio di lavoro: cosa è importante in sede di selezione?

Molti confondono la capacità di saper lavorare bene con l’avere un QI elevato. Per il successo sul lavoro, come nella vita in generale, non è affatto sufficiente essere intelligenti, ma occorre anche possedere una serie di competenze personali e relazionali, le une legate al modo in cui controlliamo noi stessi, e le altre legate al modo in cui gestiamo le relazioni con gli altri.

In generale, se ci dovessero chiedere di elencare i fattori importanti per una persona quando si tratta di trovare lavoro, potremmo partire da una carriera scolastica brillante, poi continuare con precise competenze professionali e, probabilmente, anche con alcuni fattori legati alla sorte, come ad esempio il far parte di una classe sociale abbiente o l’avere un aspetto fisico avvenente.
Ma tutto questo non basta: pensiamo ad una persona con una straordinaria intelligenza ma altrettanta arroganza, accademicamente brillante ma irascibile, competente dal punto di vista professionale ma incapace di rapportarsi con altre persone.
Il punto qui è che essere qualificati come persone intelligenti, oppure avere un titolo di studio conseguito a pieni voti, non è abbastanza se si vuole spiccare ad un colloquio, e in seguito mantenere una carriera lavorativa di un certo livello. Infatti, bisognerebbe tener conto anche di altre caratteristiche, tipiche dell’intelligenza emotiva:

  • la capacità di motivarsi e rimanere focalizzati nonostante le difficoltà;
  • la capacità di controllarsi;
  • la capacità di guidare i nostri stati d’animo;
  • la capacità di essere empatici.

colloquio assunzione

Detto questo, quali sono i giusti presupposti per un colloquio di lavoro?

Prima di tutto presentarsi con un cv che sia realistico, che vi permetta di spiccare fra tutti gli altri, che metta in evidenza le competenze possedute che vi rendono idonei per quel determinato lavoro.
Attenzione però a non sembrare arroganti o eccessivamente qualificati: se doveste notare che il selezionatore lo stia pensando, allora siate onesti e spiegategli perché desiderate assolutamente avere quel lavoro.

Inoltre, davanti a candidati con elevate e numerose qualifiche, un eventuale datore di lavoro in sede di colloquio potrebbe essere spaventato per due motivi: prima di tutto perché la persona, una volta assunta, potrebbe andare via dopo poco tempo se ritiene la professione troppo noiosa; secondo perché la persona potrebbe chiedere uno stipendio molto più alto di quello previsto.
D’altro canto le esperienze e le competenze del personale possono rappresentare basi concrete per una crescita aziendale futura, per il raggiungimento degli obiettivi prefissati e per il suo successo.

Altro fattore fondamentale è usare il giusto vocabolario: studiate bene l’offerta di lavoro, e usate gli stessi termini che sono al suo interno, magari specifici del caso e della posizione, così da mostrare preparazione e interesse verso quel ruolo.
Siate sinceri e sottolineate il perché della vostra candidatura per quel posto, perché avete scelto proprio quell’azienda, perché il ruolo vi interessa. Voi non state cercando semplicemente lavoro, voi desiderate quel lavoro. È questo che maggiormente attira l’attenzione dell’interlocutore.

In ultimo, ma non per minore importanza, anche la presenza sul social ha una certa rilevanza.
Siate seri per quanto possibile, e provate a chiedere alla vostra rete professionale di scrivere qualcosa su di voi da poter allegare alla vostra candidatura, come se fossero delle referenze.

Il mondo lavorativo è in continua evoluzione, cerchiamo di essere sempre pronti ad affrontarlo!

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