Lavoro e candidature: quanto contano le qualifiche?

Non ci crederete, o forse si: gli uomini inoltrano candidature lavorative anche se le qualifiche che possiedono sono solo il 60% di quelle richieste, mentre le donne si candidano solo se sanno di corrispondere per il 100% al profilo ricercato.
Questi dati arrivano da un report interno ad HP, e sono stati usati in svariati casi, di solito per sottolineare il fatto che le donne della nostra società potrebbero aver bisogno di una maggiore sicurezza in loro stesse.
Ma questa non sarebbe, forse, una spiegazione un po’ troppo semplicistica? Quali altre ragioni potrebbero sussistere in situazioni di questo tipo?

Poniamo il caso che la questione dell’insicurezza nella propria persona, del timore di poter non lavorare bene, sia l’ultima delle preoccupazioni.
Le motivazioni delle mancate candidature allora, riflettendoci un momento, potrebbero essere le seguenti:

  • Senza presentarsi con le caratteristiche richieste, la candidata rischia di non essere assunta, il che comporta una perdita di tempo e di energia.
  • E che dire della paura di fallire il colloquio, derivata dal fatto che, in molti casi, si da eccessiva importanza alle caratteristiche ricercate “sulla carta” per un ruolo?
    Attenzione però: voler evitare il rischio di fallimento non è certo utile al perseguimento degli obiettivi di carriera!
  • In ultimo, l’eccessivo attaccamento alle linee guida relative alla posizione ricercata, che se vogliamo riprende un po’ il punto precedente. Secondo voi questa tendenza a seguire le regole è una cosa più da uomini o da donne?

qualifiche donne lavoro

Potremmo dire, a questo punto, che le donne si candidano per lavori in misura minore rispetto agli uomini per via dell’eccessiva importanza che attribuiscono alle qualifiche richieste? Potrebbe dipendere dal guardare al processo di selezione in maniera troppo rigida?
Certo, ed è tutto potenzialmente comprensibile sostanzialmente per tre ragioni:

  • A causa di alcuni pregiudizi è probabile che, in alcuni ambienti di lavoro, le donne abbiano bisogno di dimostrare più qualifiche rispetto ai loro colleghi, se desiderano essere assunte. Infatti, se gli uomini sono spesso assunti o promossi in base al loro potenziale, alle donne succede per la loro esperienza dimostrabile.
  • Le donne percepiscono una forte spinta a seguire le regole perché sono sempre state educate a farlo.
    E anzi, più le seguivano e più venivano premiate per averlo fatto. Pensiamo alla scuola: in parte, un maggiore successo delle ragazze rispetto ai ragazzi potrebbe essere attribuito proprio ad una più elevata attenzione alle regole.
  • Certificazioni, attestati e lauree, dal XX secolo in poi, sono stati il biglietto da visita unico e indiscutibile se una donna desiderava crearsi una propria vita professionale. Era attraverso questi che riusciva a dimostrare quanto valeva professionalmente. Ciò ha fatto sì che anche adesso le donne tendano a sopravvalutare l’importanza delle qualifiche.

Ma la realtà è che nel mondo del lavoro attuale, almeno nella maggior parte dei casi, le persone vengono selezionate non sulla base di dati o di riflessioni, bensì considerando chi è stato capace di costruire una relazione nel modo giusto, avendo il coraggio di proporre idee e progetti, dimostrandosi proattivo.
Tutto questo non vuole certo sminuire e quasi annullare l’importanza delle qualifiche, acquisite dopo anni di sacrifici e di studio, ma vuole sottolineare che una preparazione diligente non è sempre l’unico ingrediente per fare un lavoro di qualità e per spiccare nel mondo del lavoro.

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